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Monica su Judy



131img1Studio Judy Garland nelmusical “End of the Rainbow” e  piano piano mi si associano nella mente altre grandi stelle della musica: dalla Piaf e ai più recenti casi Winehouse e Whitney Houston. Il talento che in alcune stelle diventa  un energia tale da non trovare riparo, posa nel mondo normale ma farle stare a proprio agio solo in palcoscenico dove brillano e Judy  brilla luminosa, ironica, simpatica piena di voce e di forza. Ma sempre con l’ausilio di alcool e pillole. Le anfetamine dall’infanzia ( fu la madre a introdurla agli psico farmaci durante Il Mago di Oz..la solitudine nonostante i 5 mariti “devi andare sul palco.. sei amata da tutti..!”  “ma non voglio essere amata lassù voglio essere amata quaggiù!” Sarà l’ultimo giovanissimomarito a darle le pasticche che la uccideranno in un gabinetto del teatro di Londra dove si sta esibendo. Hollywood, Broadway, molto forte è l’ambiente al quale è destinata da bambina: lustrini paillettes. Muore indossando un vestitorosso luccicante Il mondo dello spettacoloè la sua scenografia naturale e oltre l’arcobaleno( somewhere over the rainbow , ultima canzone che canterò nello spettacolo seduta sul bordo del palco e senza accompagnamento) potrebbe trovare la pentola d’ora , una serenità mai raggiunta in terra. Diceva di sé “…essere una star è stato facile.Vivere è stato difficile” Ho cominciato dal niente una preparazione fisica che mi porterà acantare per la prima volta e sono  otto bellissime canzoni di Judy Garland tre mesi di lezioni ogni giorno per entrare in un corpo e in una voce . Una altra sfida !